(AGI) – Roma, 9 feb. – Le differenze tra uomo e donna non si riducono, anzi cresce la distanza tra i paesi piu’ virtuosi e quelli in cui la discriminazione e’ maggiore. E’ in questo ambito l’Italia non fa certo la parte del leone. Anzi retrocede al settantaduesimo posto nel mondo. Lo rivela il Rapporto ‘People first’ che sara’ presentato questo pomeriggio a Roma e che ‘fotografa’ l’Indice di Parita’ di Genere (GEI), sviluppato e calcolato per il 2009 dal Social Watch, network presente in oltre 60 nazioni. Il GEI, infatti, analizza la disparita’ tra i sessi, classificando 157 paesi in una scala in cui 100 indica la completa uguaglianza tra donne e uomini. E’ in questa speciale classifica il Belpaese e’ superato oltre che dai tradizionali e consolidati paesi scandinavi: Svezia e Finlandia, anche da Ruanda, Filippine, Colombia, Tanzania e Thailandia. “I valori piu’ alti nell’Indice di Parita’ di Genere – si legge in un passaggio del Rapporto – sono attribuiti alla Svezia (88 punti). Seguono Finlandia e Ruanda – entrambi con 84 punti nonostante l’enorme differenza in termini di ricchezza tra i due paesi. Poco al di sotto si classificano Norvegia (83), Bahamas (79), Danimarca (79) e Germania (78). L’indice dimostra quindi che un alto livello di reddito non e’ sinonimo di maggiore uguaglianza e che anche i paesi poveri possono raggiungere livelli di parita’ molto elevati, sebbene uomini e donne vivano in condizioni non facili. L’Italia scende rispetto al 2008 dal 70° al 72° posto, con un valore di 64 punti, collocandosi subito dopo paesi come Grecia, Slovenia, Cipro e Repubblica Dominicana (66). Confrontando il dato dell’Italia con la media europea (72), emerge il ritardo del nostro paese nel raggiungere un’effettiva uguaglianza di genere”. “L’indice della parita’ di genere – si legge ancora – rivela se una societa’ sta evolvendo verso una maggiore equita’ di genere o rimane ferma. La mancata riduzione del divario nei diritti tra uomo e donna conferma la miopia dei governi. La distinzione tra paesi del cosiddetto Sud del mondo e quelli del Nord sviluppato e’ sempre piu’ sfumata”, afferma Jason Nardi, portavoce del Social Watch Italia. “La promozione della parita’ tra i sessi e’ uno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio: i nostri dati dimostrano che quell’obiettivo invece di avvicinarsi si sta allontanando”.
“Nelle prime 50 posizioni dell’indice sono compresi i due terzi dei paesi dell’Unione Europea, ad esclusione di paesi come Irlanda, Slovacchia, Repubblica Ceca, Grecia e Italia. Tra i primi 50, c’e’ inoltre una significativa rappresentanza di paesi in via di sviluppo, tra i quali Filippine, Colombia, Tanzania e Thailandia. L’insufficiente progresso nella riduzione della disparita’ di genere ha portato in molte realta’ a una crescente polarizzazione”.(AGI) Com/Mav