SALUTE:TERAPIA GENICA “RIDA’” I COLORI A 2 SCIMMIE DALTONICHE
giovedì, settembre 17th, 2009(AGI) – Washington, 16 set. – Ricercatori delle Universita’ di Washington e Florida, negli Stati Uniti, hanno utilizzato con successo la terapia genica per correggere in maniera definitiva il daltonismo su due scimmie-scoiattolo, primati molto speciali che non distinguono i colori rosso e verde (proprio come succede alle persone daltoniche). L’esperimento, raccontato su Nature, e’ interessante non tanto perche’ apre nuove speranze ai daltonici (che soffrono di un disagio che non altera particolarmente la vita di chi ne soffre e dunque probabilmente non sono particolarmente interessati a eventuali cure), quanto perche’ dimostra che e’ possibile aggiungere nuove capacita’ sensoriali a un cervello adulto.
Non solo. La cura genica potrebbe avvantaggiare coloro che soffrono di malattie in cui sono danneggiati i coni, le cellule piu’ importanti nella vista, cellule fotorecettive che si trovano nella retina, che forniscono acutezza visiva e permettono di vedere i colori. “Se troviamo la formula per realizzare questa cura negli esseri umani, come siamo riusciti nelle scimmie, pensiamo che ci saranno molte persone disposte a correggere i propri problemi visivi con questa strategia” ha detto Jay Neitz, autore principale dello studio.
La ricerca e’ iniziata una decina di anni fa, quando il professore Neitz e sua moglie Maureen, entrambi professori di oftalmologia, hanno cominciato ad allenare Dalton e Sam, due scimmietta scoiattolo della stessa specie del ’signor Nielsen’, la scimmietta di Pippi Calzelunghe. Le scimmie-scoiattolo di sesso maschie non distinguono il rosso e il verde perche’ sono prive di pigmenti nella retina che consentono di rilevare le lunghezze d’onda della luce. Per mesi Sam e Dalton sono stati ‘allenati’ a test di colore, simili a quelli che si utilizzano negli asili per insegnare ai bambini i colori: e solo successivamente le due scimmiette sono state sottoposte a iniezioni di un virus portatore di un gene grazie al quale la retina ha cominciato a fabbricare un sostanza chiamata opsina, coinvolta nella fabbricazione dei pigmenti visivi con i quali si possono distinguere il rosso e il verde. La strategia ha cominciato a funzionare cinque settimane dopo l’inizio della cura; anche se in realta’ c’e’ poi voluto piu’ di un anno e mezzo per provare con i test di colore le nuove abilita’ acquisite dalle due scimmiette.
La ricerca e’ una prova che il cervello puo’ riorganizzarsi con un’informazione completamente nuova, anche quando il periodo critico di plasticita’ cerebrale e di sviluppo e’ terminato. (AGI)
Bia
