(AGI) – Roma, 23 apr. – La situazione italiana riflette quella sempre piu’ allarmante di molti altri Paesi. In occasione del congresso verranno infatti presentati dal professor Silvio Mariotti, oftalmologo e coordinatore del Programma per la prevenzione della cecita’ Vision 2020 – lanciato nel 1999 dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ con l’International Agency For the Prevention of Blindness – gli ultimi dati dell’Oms sulla compromissione visiva provocata da errori refrattivi non corretti. Su 314 milioni di persone con deficit visivi, 153 milioni, quasi la meta’, presentano anomalie visive determinate da errori refrattivi non corretti, seconda causa di ipovisione dopo la cecita’. E di queste 8 milioni sono cieche a causa di mancata prevenzione e correzione.
Non si tratta solo di Paesi del Terzo e Quarto mondo, anzi la percentuale sembra aumentare proprio in quelli industrializzati. Nei gruppi di eta’ da 5 a 15 anni, infatti, la non correzione e’ dovuta soprattutto alla mancanza di screening, che si registra piu’ elevata nelle aree urbane e industrializzate. Cosi’ in Italia il 40% degli alunni presenta un difetto visivo ma non utilizza gli occhiali, il 75% dei lavoratori al video terminale soffre di disagi oculari come affaticamento, visione offuscata e mal di testa, mentre in generale il 25% di coloro che lavorano al pc presentano anche problemi muscolo-scheletrici. Il difetto visivo non corretto naturalmente si riflette anche sulla visione e sulla qualita’ della vita dell’anziano. Secondo gli studi epidemiologici presentati al congresso da Robert Sanet (direttore del reparto di Optometria a San Diego) l’80% della compromissione visiva degli anziani – che influisce su equilibrio, stabilita’ posturale e mobilita’ – puo’ essere corretta sia aggiornando la prescrizione degli occhiali sia rimuovendo chirurgicamente la cataratta.
Da esperimenti diretti e’ stato infatti dimostrato che sui 12 milioni di persone oltre i 65 anni di eta’ in Italia la percentuale di cadute potrebbe diminuire del 15% grazie a interventi preventivi. “Annualmente si dovrebbero eseguire i seguenti esami – raccomanda Sanet -. Acuita’ visiva, stato refrattivo, valutazione oculomotoria, valutazione globale binoculare, test di sensibilita’ al contrasto, valutazione dell’interazione visione/equilibrio, valutazione della salute oculare”. Prevenzione e sicurezza diventano pertanto fondamentali per l’attivita’ dell’ottico optometrista nella riduzione non solo del difetto visivo ma di una serie di conseguenze di una cattiva visione come posture scorrette e scarso apprendimento nei bambini, riduzione di incidenti stradali e patologie legate a postura e affaticamento negli adulti, cadute, scarsa deambulazione e disequilibrio negli anziani. A Verona dal 25 al 27 aprile il 35esimo Congresso dell’Albo degli optometristi “Qualita’ e sicurezza, il contributo dell’ottico optometrista” dedica sessioni di approfondimento scientifico con numerosi appuntamenti tra eventi Ecm (educazione continua in medicina), accreditati nell’ambito di formazione voluta dal ministero della Salute, e altre relazioni, simposi, iniziative sociali mirati alla sensibilizzazione e all’educazione della professione per la tutela e il benessere visivo.
A testimoniare la sensibilita’ da parte delle istituzioni per l’impegno portato avanti dalla categoria la partecipazione del sottosegretario di Stato al Lavoro, Salute, Politiche sociali Francesca Martini, all’inaugurazione del 25 aprile alle 19.30 presso la Sala Maffeiana dell’Accademia Filarmonica di Verona. Presenti anche i massimi esponenti delle universita’ italiane sedi dei corsi di laurea in Ottica e Optometria, rappresentanti internazionali delle scienze optometriche e oftalmologi di chiara fama, a dimostrazione di come la sinergia fra le diverse professionalita’ sia a vantaggio esclusivo del benessere della popolazione italiana e mondiale. (AGI)
Red/Eli