(AGI) – Roma, 21 nov. – Sempre piu’ ipertesi in Italia: a fotografare il fenomeno, dal loro osservatorio previlegiato “sul campo”, i medici di famiglia della Simg, che collocano proprio l’ipertensione in testa alle malattie per le quali i loro pazienti si fanno visitare. Grazie all’utilizzo sistematico del database Health Search, sviluppato da Simg e attivo da oltre 10 anni, i medici hanno ottenuto un’attuale e completa fotografia dei bisogni di salute in Italia: l’ipertensione rappresenta la patologia che causa il maggior numero di visite ambulatoriali (15,3%) seguita da diabete mellito (4,8%) e dislipidemie (3,1%). Le persone affette da malattia coronarica sono quelle che si recano con maggiore frequenza presso il proprio medico ma sorprende anche l’alta percentuale di visite ambulatoriali per i malati di epilessia (6,2 visite/anno), di patologie della tiroide (6 visite/anno) e di glaucoma (4,5 visite/anno). Diversi studi hanno dimostrato che il medico di famiglia visita nel corso di un anno il 65% della propria popolazione di assistiti e nel corso di 3 anni circa il 95%. Inoltre, contribuisce nell’arco dei 12 mesi al 65% del consumo complessivo di farmaci: su 100 visite, oltre 70 terminano con una prescrizione farmaceutica, circa 30 con una richiesta di accertamento diagnostico-strumentale ed oltre 10 con una richiesta di visita specialistica. Dai dati riportati nel V Rapporto emerge un trend crescente nella prevalenza di ipertensione che varia dal 18,4% al 22,0% del 2007, con stime sensibilmente maggiori nelle donne (19,8% nel 2003 vs. 23,2% nel 2007) rispetto agli uomini (16,8% nel 2003 vs. 20,8% nel 2007). Dalle analisi effettuate, si registra per molte patologie un costante aumento di prevalenza, determinato da vari fattori, compresa la capacita’ del medico di famiglia di diagnosi anticipate, in presenza di sintomi precoci. Oltre all’ipertensione, nel corso degli anni 2003-2007 l’ictus e’ passato dall’1,9% al 2,5%, il diabete mellito di tipo II dal 5% al 6,2%, la depressione maggiore dal 3% al 4,3%. “Questo rapporto – sottolinea Claudio Cricelli, presidente Simg – puo’ rappresentare uno strumento di aggregazione, di discussione e di confronto tra i medici e con il mondo della sanita’, dell’economia e della scienza. Materiale che offre alla SIMG e a tutta la medicina generale la base di sviluppo di ipotesi di lavoro, di nuovi modelli organizzativi, di infinite opportunita’ di innovazione e ricerca. Ritengo che la chiave di lettura di questo rapporto sia profondamente innovativa e costituisca un momento di riflessione per tutti coloro coinvolti nella programmazione sanitaria del nostro Paese”. (AGI)
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