SANITA’: SUL “FALLACARA” PRESIDENTE INTRONA SCRIVE AD ASS.FIORE
(AGI) – Bari, 24 ago. – L’invito a prendere in esame le proposte del centrosinistra di Triggiano sul futuro dell’ospedale Fallacara e’ stato rivolto dal presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna in una nota inviata all’assessore alla sanita’ Tommaso Fiore. Un documento, condiviso dalla maggioranza consiliare in Comune, su iniziativa della componente PSI-SEL, contiene osservazioni sulla situazione e sulle prospettive della struttura sanitaria ed avanza proposte articolate, fa notare Introna, nel sottoporlo all’attenzione dell’assessore. Tra l’altro, l’iniziativa triggianese sollecita il ripristino delle degenze a ciclo continuo di chirurgia generale (per trasferimento di una ‘chirurgia’ al Di Venere) e ortopedia (una unita’ dal San Paolo), oltre al rafforzamento di oculistica, come specialita’ intermedia. Sono scelte che renderebbero il Fallacara nuovamente autonomo, riqualificandolo come ospedale di livello intermedio e con un incremento dei costi solo parziale, dovendo solo integrare la dotazione organica, dato che le attivita’ sono gia’ svolte a Triggiano in day surgery. Tra medicina interna, chirurgia e ortopedia-trumatologia i posti letto da impegnare sarebbero 72, (24 per unita’ operativa). Altri 15 andrebbero rispettivamente a geriatria, pneumologia e psichiatria, per un complesso di 75 posti letto, considerati i 20 delle malattie infettive e i 10 di oculistica. Ulteriori indicazioni puntano ad integrare il nosocomio nella rete ospedaliera dell’area barese. Vanno respinte, secondo i firmatari del documento, le previsioni dell’ipotesi di Pal e di un recente atto aziendale (30 luglio 2010), che “mortificano l’ospedale di Triggiano”, col trasferimento di pneumologia al Di Venere, la soppressione dei day surgery di ortopedia, chirurgia, ostetricia e oftalmologia e il declassamento di medicina d’urgenza, geriatria, medicina interna, laboratorio di analisi e radiodiagnostica. A questo, “si aggiunge la prospettiva di ulteriori tagli, con la riduzione di altri 40 posti letto, che di fatto si traduce nella volonta’ di chiudere l’ospedale, come previsto nel piano di rientro e riqualificazione in fase di adozione”.(AGI) Red