FIAT: CREMASCHI, DOPO SI’ REFERENDUM RIVOLTA ALLA PRIMA OCCASIONE

(AGI) – Roma, 19 giu. – Anche se il referendum dei lavoratori di Pomigliano sull’accordo separato dovesse chiudersi con un plebiscito di si’ la Fiat “non avra’ mai” il consenso della Fiom e “alla prima occasione succedera’ quello che e’ successo a Melfi: la rivolta dei lavoratori”. E’ questo lo scenario prospettato dal segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi, che definisce le parole dell’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, “parole di una persona che ha perso la bussola, gravi e ricattatorie”. Secondo Cremaschi, “Marchionne deve sapere che se anche il 102% dei lavoratori di Pomigliano votasse si’ al referendum farsa, non avrebbe ottenuto niente perche’ non solo restera’ il no della Fiom all’accordo ma anche il no morale di tutti i lavoratori. Non avra’ mai il consenso della Fiom – aggiunge – ma neanche il consenso estorto e costruito sul ricatto”. Per il sindacalista, quella dell’ad del Lingotto e’ “la miopia di un manager strapagato che non ha capito che per lavorare in Italia deve rispettare leggi e Costituzione”. Quanto a Termini Imerese, ricorda Cremaschi, “la Fiat ha annunciato la chiusura dello stabilimento con il trasferimento della produzione in Polonia e la perdita del posto di lavoro per 3.500 persone. Dovrebbe – conclude – ringraziare i siciliani per ogni auto che ancora esce”. (AGI) Cli