MANOVRA: INDENNITA’, LINARI (PD) REPLICA A CASTRICONE

(AGI) – Pescara, 17 giu. – “Intendo replicare alla nota stampa diffusa dal segretario provinciale del Pd di Pescara Antonio Castricone, che dissociandosi dalla mia scelta di sottoscrivere un documento inviato a Senato, Camera e Upi sui tagli alle indennita’ previste dalla Finanziaria e firmato dai capigruppo in Provincia, dimostra ancora una volta la sua miopia politica”. A parlare e’ il capogruppo del Pd Alla Provincia, Antonello Linai. “E’ facile – dice – scrivere che bisogna ridursi lo stipendio quando si e’ beneficiato e si beneficia tuttora di mamma ACA e mamma Provincia con assunzioni e favori. Se ho sottoscritto quel documento e’ perche’ difendo unicamente il lavoro che svolgo quotidianamente a beneficio della collettivita’ e con me quello di tanti che si dividono tra piccoli comuni e Provincia. I politici non sono tutti uguali e non sono solo quelli della casta. C’e’ tanta gente che lavora 16 ore al giorno e ricopre con dignita’ e coerenza il ruolo di rappresentanza che gli elettori gli hanno affidato. Una cosa sono le indennita’ dei consiglieri regionali – osserva Linari – ben altra quelle dei sindaci e dei consiglieri provinciali. Nel caso specifico la manovra, che vieta il cumulo di indennita’, viene a toccare le funzioni elettive dei rappresentanti del popolo e non risolve i problemi di bilancio. Con la manovra dovro’ rinunciare all’indennita’ della Provincia e cioe’ a 1.045 euro lordi. Per assurdo se 8 mila sindaci fossero anche consiglieri provinciali il risparmio ammonterebbe circa 5 milioni di euro. Poca cosa per lo Stato rispetto alla voragine da sanare. Antonio Castricone, ancora una volta – sostiene il capogruppo Pd – non ha riflettuto e vuole strumentalizzare, facendo poi una faccenda delicata e che riguarda tutti. Perche’ non si e’ impegnato il segretario del Pd nella battaglia che sto sostenendo da solo, senza alcuna parola che arriva dal mio partito, contro l’aumento delle tariffe dell’acqua, perche’ difende i suoi amici della casta, quella vera, che senza elezioni, ma solo grazie ad inciuci e giochi di potere si trova a ricoprire i vertici delle aziende a partecipazione pubblica? Questi – conclude Linari – sono i veri costi della politica che gravano direttamente sulle le famiglie”. (AGI) Com/Ett