GRECIA: VACIAGO, UN ATTACCO ALL’EURO, ITALIA NON CORRE RISCHI
(AGI) – Roma, 27 apr -”La miopia dei governi europei – spiega Vaciago – e’ di non aver capito che per i mercati internazionali, che sono guidati da Londra e New York, la Grecia e’ solo un allenamento. Si stanno scaldando i muscoli, attaccando i paesi piu’ piccoli e piu’ deboli, in attesa di sparare grosso. Quando passeranno alla Spagna, il che avverra’ prima dell’Italia, sara’ come sparare direttamente all’Europa e all’euro”. Ma non c’e’ modo di fermarli? “Intanto chiariamo subito che l’Europa e’ ostaggio di un piccolo land tedesco. Fino al 9 maggio, quando si votera’ in questo land, la Germania non puo’ decidere. L’Europa e’ prigioniera della politica locale tedesca”. E questo che significa? “Vuol dire che la grande opera avviata con l’euro rischia di saltare. Se non siamo capaci di gestire il debito di un paese tutto sommato piccolo, come la Grecia, coniugando la crescita necessaria per rendere sostenibile un credibile piano di rientro dal debito della Grecia, vuol dire che non ci meritiamo l’euro”. Lei dunque vede la fine dell’euro? “Ha ragione chi dice che l’euro e’ un processo dinamico, o si va avanti o si va indietro. Cioe’, o i governi europei cooperano e producono soluzioni ai problemi comuni, o si torna tutti alle singole monete. La verita’ e’ che l’Unione monetaria non ha fatto la forza…”. E l’Italia? “Non ci sara’ un attacco all’Italia, perche’ prima che si arrivi a sparare sul nostro paese, l’euro non ci sara’ piu’. Hanno cominciato con la Grecia, poi passeranno al Portogallo e poi alla Spagna. Ma la Spagna e’ un paese troppo grosso, a quel punto vorra’ dire che si e’ passati direttamente all’attacco dell’Europa”. E’ un processo inevitabile? “Finora i 16 paesi dell’Eurozona non sono riusciti a parlare con un’unica voce e la speculazione internazionale e cioe’ Londra e New York, che hanno sempre considerato una stupidaggine l’euro, hanno potuto giocare sulle differenze tra i vari governi e hanno avuto vita facile: gli stiamo regalando l’euro su un piatto d’argento. I 16 paesi dell’Eurozona hanno la forza per respingere questo attacco, ma devono parlare con una sola voce, altrimenti l’euro va a casa”. (AGI) Gaa