SALUTE: TUMORI FEMMINI – FAZIO, SERVE PREVENZIONE PERSONALIZZATA

(AGI) – Milano, 8 mar. – Prevenzione dei tumori specificatamente femminili non piu’ secondo le linea standard primaria, secondaria e terziaria, ma personalizzata secondo l’eta’ e i fattori di rischio. A prespettare la nuova stategia di lotta preventiva al tumore della mammella e’ stato questa mattina a Milano il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che a margine del simposio ‘Diagnostica e prevenzione amiche della donna’ ha spiegato: “Stiamo preparando strategie innovative e, in particolare, personalizzate basate sull’eta’ e sui fattori di rischio. Ora esiste un’unica stategia ed e’ quella che prescrive una mammografia ogni due anni a partire da una certa eta’; a seconda del fattore di rischio, invece, e dell’eta’ ci possono essere strategie che combinano non soltanto mammografia ma anche l’ecografia ed eventualmente la risonanza magnetica. I fattori di rischio, come eta’, genetica e familiarita’, potrebbero per esempio essere suddivisi in tre livelli – basso, medio e alto – e la combinazione definire le strategie particolari. Un altro aspetto potrebbe essere la personalizzazione dell’esame: ossia verificare – ha concluso il ministro – quanto sia opportuno che non sia presente il medico ma solo il tecnico”. Piu’ in generale Fazio ha affrontato il tema della “medicina di genere” rilevando come “le donne siano piu’ colpite degli uomini da patologie anche non femminili come cataratta e ipertensione”, ovvero che “vivono piu’ degli uomini ma che sono piu’ ammalate anche a parita’ di anni” e che, per questo, “le strategie diagnostiche vanno adeguate”. La prevenzione, in particolare, secondo quanto detto dal ministro durante il suo intervento, rappresenta “un obiettivo strategico”. “E’ opportuno – ha spiegato Fazio – che vi siano strategie disagnostiche con linee guida in questo senso che tengano conto che le donne affrontano i problemi in modo diverso dagli uomini e quindi, diversamente affrontano anche le malattie di genere e i percorsi diagnostici. Si e’ parlato a lungo di ospedali della donna, non so quanto siano percorribili ma l’idea di un percorso rosa potrebbe sicuramente essere considerata”. (AGI) Cli/Car