FAMIGLIA: RUINI, NON SI OSTACOLI RILANCIO DEMOGRAFICO
(AGI) – Cernobbio, 5 set. – Nessuna dichiarazione sul caso che ha imperversato in questi giorni sulla stampa e che ha portato alle dimissioni del direttore di Avvenire, Dino Boffo. Alla sua prima ‘uscita’ al workshop Ambrosetti, nella cornice del lago di Como, il cardinale Camillo Ruini – ex presidente della Cei – declina qualsiasi richiesta dei giornalisti, rispettando il tema della tavola rotonda in programma: ‘Impatti della demografia sulla societa’. “La Chiesa auspica – dice fra l’altro all’assemblea degli imprenditori, politici e economisti riuniti a villa d’Este – che coloro che hanno capacita’ e responsabilita’ di proporre stili di vita e di comportamenti operino anch’essi in questa direzione o quantomeno non in senso contrario”. Si riferisce al fatto, appena premesso, che “al di la’ delle polemiche, la Chiesa cerca di contribuire con la sua azione pastorale e culturale al rilancio demografico dell’Italia”.
Arrivato in tarda mattinata in riva al lago di Como, il cardinale saluta gli ospiti, si siede accanto ad Enrico Letta durante il pranzo offerto ai partecipanti, ’scappa’ di nuovo dai cronisti. Sul caso Boffo nessuno riesce a farlo parlare ed evita anche si soffermarsi di fronte a qualsiasi altro tentativo di domanda. Ore 18, l’orario della tavola rotonda. Ruini parla nella sala gremita: indica alcune soluzioni che possono favorire la famiglia e sottolinea che “la gradualita’” di queste puo’ essere “inevitabile, ma non puo’ far venire meno organicita’ e costanza delle scelte al di la’ della maggioranza e degli schieramenti”. Mette l’accento sulla “tendenza della nostra classe dirigente, politica, culturale, imprenditoriale, sindacale – a preoccuparsi dei problemi a breve e non a lungo termine. Si impone – sottolinea ancora – uno sforzo collettivo per mettere da parte, nell’ambito demografico, ogni miopia”. L’importanza della famiglia – prosegue – va riconosciuta “secondo una tradizione radicata nella popolazione, ma che non trova altri riscontri nella cultura pubblica prevalente”. L’immigrazione – dice – non basta a risolvere da sola il problema dell’equilibrio demografico, sia per i limiti fisiologici di capacita’ di accoglienza sia per la tendenza degli immigrati stessi ad adeguarsi agli orientamenti che prevalgono nei paesi di accoglienza, quanto al numero dei figli. Sostiene che una “politica organica e di lungo periodo” e’ la “sola adeguata” e “necessaria per affrontare la natalita’”. Poi aggiunge che non si deve “rendere questa scelta svantaggiosa economicamente e troppo gravosa”: una ripartizione del carico fiscale che tenga conto del numero dei componenti della famiglia; una politica della casa che renda accessibile l’abitazione alle giovani coppie a “costi non proibitivi”;una politica del lavoro che consenta ai giovani di accelerare l’ingresso nel mondo produttivo e offra “garanzie almeno per la continuita’ dei contributi previdenziali”. l’incremento e “possibilmente – dice – la gratuita’ dei nidi d’infanzia ” e delle materne. Non e’ la prima volta che la Chiesa si affaccia a villa d’Este: nel 2001 e’ stato lo stesso Ratzinger, allora cardinale. Una riflessione sull’Europa il tema che gli era sto affidato. Nel 2003 e’ stata la volta del primo arcivescovo di un’importante capitale europea. il cardinale Jean-Marie Lustiger di Parigi che sorprese tutti nel sostenere che non si dovesse dire pregiudizialemnte no alla Turchia. Angelo Scola, patriarca di Venezia, si e’ affacciato sul lago di Como nel 2006: religione e politica il tema del suo intervento. (AGI)
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